15 Feb 2008 |
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![]() Dopo il debutto ufficiale a Sonnino, in occasione della Festa di S.Rocco la sera di ferragosto, ricevetti una telefonata dall’ente Turismo e Spettacolo. Il funzionario all’altro capo del filo cercava di organizzare la festa del Pesce Azzurro a S.Felice Circeo, era il Settembre 1977, e chissà come, aveva sentito parlare del nostro Gruppo. Mi pregò insistentemente, poiché io non volevo accettare, di partecipare alla manifestazione alla quale, mi spiegò, aveva invitato tutti i gruppi del territorio. Erano attesi “I giullari di Minturno”, gli sbandieratori di Cori ed il gruppo folkloristico di Sermoneta. A noi sarebbero toccati 20 minuti circa di spettacolo. Accettai titubante. Immaginate quanta ansia e che paura per il programma ancora non perfettamente a posto. Ad ogni modo venne il nostro turno: due stornelli sonninesi, due saltarelli, negli intervalli due scenette in dialetto e qualche poesia per ultimi gli sbandieratori. Alla fine stanche ed affamati c’incamminammo giustamente verso un ristorante sulla spiaggia quando alcuni signori mi chiamarono… ”Scusi maestro, scusi signore… un attimo !” Mi girai, “Cercate di me ?”. Risposi con voce ancora emozionata ma notando la personalità distinta e gentile nei modi, mi rassicurai pensando si trattasse di suggerimenti per correggere qualche difetto: “Prego sono a vostra competa disposizione e bene lieto di ascoltarvi”. “Mi raccomando, conservate il dialetto che è così bello e simpatico a sentirsi; non vi preoccupate d’imparare subito l’Italiano, c’è sempre tempo d’impararlo… ed anche meglio… ma non trascuriamo il dialetto che è un patrimonio culturale. Complimenti, complimenti… chi vi parla è il titolare della cattedra di Lettere dell’università La Sapienza di Roma”. Fù la cosa che mi colpi di più di una giornata straordinaria. E vorrei che questo messaggio arrivasse ai giovani che stanno perdendo le proprie radici dialettali senza però aver imparato veramente l’Italiano ! In ogni caso, passata la paura, la giornata fu veramente straordinaria. Dei quattro gruppi, noi fummo quello che piacque di più (anche se i vestiti erano stati rimediati all’ultimo momento) e ci offrirono il viaggio e la cena, abbondante. I ragazzi furono contenti e soddisfatti. Un nostro paesano e mio amico d’infnazia residente a Latina e militante nel P.C. come seppe della creazione del Gruppo ci propose di esibirci alla Festa dell’Unità del Settembre 1977, proprio nella serata della domenica perché con il nostro spettacolo “avrebbero fatto pienone !” con tutte le conseguenze di convenienza. Il compenso ? Rimborso del viaggio, una buona cena ed un pacchetto di sigarette per i ragazzi. Lo spettacolo sarebbe durato dalle 21.00 alle 23.00 con qualche breve interruzione da parte del comitato organizzatore. E così fù. Dopo che lo spettacolo, di per sé molto partecipato, arrivato il momento della cena ci rivolgemmo al nostro concittadino per conoscere le modalità: “A quale ristorante dobbiamo presentarci ? O per lo meno dove è stata apparecchiata una tavola per consumare le specialità che avete preparato ?” Stiamo ancora aspettando la risposta… il rimborso seppur tardivo, arrivò a Dicembre, fù sufficiente a pagare il viaggio a Titta Ghenga (Venanzio) ma con mio grande dolore per i ragazzi neanche un bicchier d’acqua. Eppure non si lamentarono, anzi mi incoraggiarono a continuare: “Non fa niente, Ivo, l’importante è uscire, farci conoscere… perché il nostro Repertorio piace!” Il gruppo tirò avanti fino al 1990. Fu apprezzato dal sindaco Musilli e Grenga ed annesso di forza, senza interpellarmi, alla PRO LOCO. Tags: |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Ottobre 2008 14:26 |
